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lunedì 16 settembre 2013

London is drowning and I live by the river...

Fu "l'anno del bambino" secondo le Nazioni Unite e l'anno del Cavallo secondo l'oroscopo cinese. La scena geopolitica internazionale salutava l'ufficializzazione dell'avvio dei rapporti diplomatici tra Cina e Usa dopo la celeberrima partita di ping pong del '71 mentre in Italia, un gruppo di neofascisti, sparò contro i conduttori radiofonici di "Radio Futura" a Roma assaltando, successivamente, la sede della DC.
Sid Vicious moriva per overdose a NY, nel bel mezzo del deserto del Sahara nevicò per più di mezz'ora e a Catania si concludeva il processo per la strage di Piazza Fontana.
Entra in vigore lo SME (sistema monetario europeo), viene firmato il trattato di pace tra Egitto e Israele. In Italia Andreotti è per la quinta volta a capo del governo e l'Inghilterra saluta la neo eletta, conservatrice, M.Tacher prima donna a diventare "prime minister".
Da quei tempi son trascorsi ben 34 anni eppure il fascino del British Punk degli anni 70 non ha perso la sua verve.
Alla posizione 8 della speciale classifica dei 500 migliori album di sempre secondo Rolling Stone e oltre due milioni di copie vendute (in rigoroso doppio vinile) questo brano incoronò i The Clash anche oltr'oceano dando loro la notorietà mondiale che meritavano.
Celebrati in opere come "high fidelity" di Nick Hornby (da cui fu tratto l'omonimo e fedele film che vede John Cusack interpretare il protagonista), il film "Billy Elliot" e "007 - La morte può attendere" nonchè da artisti come Bruce Springsteen nell'apertura del suo concerto Hard Rock Calling a Londra, "London Calling" è una folle, isterica ed elettrizzante chiamata contro la guerra, contro una società in crisi e repressa....
Qui per voi, su RadioCiccia:
"London Calling!"


venerdì 13 settembre 2013

No War

So che gli anni '80 spesso rientrano nell'immaginario collettivo in modo un po' diverso ma, leggendo le ultime notizie sui giornali, ho deciso di fare un leggero cambio di programma. Quest'oggi dunque metterò da parte i truzzi paninari, l'elettronica e i colori... per introdurvi un brano che chiunque dovrebbe avere nella propria playlist.
Fu un inverno particolarmente freddo, quello del 1985.
Napoli e Milano furono imbiancate dalla neve che, in pianura padana, superò i 70 centimetri guadagnandosi il meritato nome di "nevicata del secolo".
In Gran Bretagna venivano dismesse le caratteristiche cabine telefoniche rosse e Michael Jackson incideva "We are the World".
Ma fu anche un anno particolarmente caldo, P.W.Botha (primo ministro sud africano) propose a Mandela la libertà condizionata in cambio della sua ufficiale rinuncia alla lotta armata. Mandela rifiutò e la rivolta contro l'apartheid in Sudafrica raggiunse uno dei suoi più tumultuosi apici costringendo il governo centrale a dichiarare lo stato d'emergenza.
In Italia il mostro di Firenze continuava a mietere vittime, la Juve diventava il primo club italiano ad aver vinto tutti i titoli ufficiali internazionali e a Schengen veniva firmato l'omonimo trattato che dava il via alle operazioni preliminari che portarono al successivo trattato di Maastricht.
In Giappone la Nintendo dava alla luce "Mario", l'idraulico italiano più famoso del mondo mentre Bill Gates lanciava in america Windows 1.0, il primo tentativo di diffusione di un sistema operativo multitasking grafico.
Fu l'anno della nascita dei Dream Theatre e degli Afterhours, dei Radiohead e dei Guns n' Roses. L'anno della scoperta del "ozone hole".
Tutto questo, e molto di più, fu il 1985. Anno in cui Mark Knopfer firmò uno dei suoi più grandi lavori il cui singolo rappresenta una delle più forti poesie contro la guerra, arrivando dalla sua voce e dalla sua chitarra direttamente agli animi delle persone attraverso le sonorità tranquille e introspettive di una musica senza tempo.

Con 35 milioni di copie vendute: Brothers in Arms