Un fiacco inizio per radiociccia.
Dopo quattro post, lasciato a prender polvere. Sarà la desolazione derivante dalla mancanza di lettori, o l'esaurimento da "troppe-cose-da-fare-zero-tempo-per-farle" che il ludico cede il passo al pratico e ciò che è diletto viene abbandonato per lasciar spazio all'indispensabile.
Fatta questa doverosa premessa, la giornata oggi sta procedendo accompagnata dai Guns'n'Roses... per questo motivo vi piazzo qui il brano che sta passando l'ipod in questo momento.
Fu "l'anno del bambino" secondo le Nazioni Unite e l'anno del Cavallo secondo l'oroscopo cinese. La scena geopolitica internazionale salutava l'ufficializzazione dell'avvio dei rapporti diplomatici tra Cina e Usa dopo la celeberrima partita di ping pong del '71 mentre in Italia, un gruppo di neofascisti, sparò contro i conduttori radiofonici di "Radio Futura" a Roma assaltando, successivamente, la sede della DC.
Sid Vicious moriva per overdose a NY, nel bel mezzo del deserto del Sahara nevicò per più di mezz'ora e a Catania si concludeva il processo per la strage di Piazza Fontana.
Entra in vigore lo SME (sistema monetario europeo), viene firmato il trattato di pace tra Egitto e Israele. In Italia Andreotti è per la quinta volta a capo del governo e l'Inghilterra saluta la neo eletta, conservatrice, M.Tacher prima donna a diventare "prime minister".
Da quei tempi son trascorsi ben 34 anni eppure il fascino del British Punk degli anni 70 non ha perso la sua verve.
Alla posizione 8 della speciale classifica dei 500 migliori album di sempre secondo Rolling Stone e oltre due milioni di copie vendute (in rigoroso doppio vinile) questo brano incoronò i The Clash anche oltr'oceano dando loro la notorietà mondiale che meritavano.
Celebrati in opere come "high fidelity" di Nick Hornby (da cui fu tratto l'omonimo e fedele film che vede John Cusack interpretare il protagonista), il film "Billy Elliot" e "007 - La morte può attendere" nonchè da artisti come Bruce Springsteen nell'apertura del suo concerto Hard Rock Calling a Londra, "London Calling" è una folle, isterica ed elettrizzante chiamata contro la guerra, contro una società in crisi e repressa....
Qui per voi, su RadioCiccia:
"London Calling!"
So che gli anni '80 spesso rientrano nell'immaginario collettivo in modo un po' diverso ma, leggendo le ultime notizie sui giornali, ho deciso di fare un leggero cambio di programma. Quest'oggi dunque metterò da parte i truzzi paninari, l'elettronica e i colori... per introdurvi un brano che chiunque dovrebbe avere nella propria playlist.
Fu un inverno particolarmente freddo, quello del 1985.
Napoli e Milano furono imbiancate dalla neve che, in pianura padana, superò i 70 centimetri guadagnandosi il meritato nome di "nevicata del secolo".
In Gran Bretagna venivano dismesse le caratteristiche cabine telefoniche rosse e Michael Jackson incideva "We are the World".
Ma fu anche un anno particolarmente caldo, P.W.Botha (primo ministro sud africano) propose a Mandela la libertà condizionata in cambio della sua ufficiale rinuncia alla lotta armata. Mandela rifiutò e la rivolta contro l'apartheid in Sudafrica raggiunse uno dei suoi più tumultuosi apici costringendo il governo centrale a dichiarare lo stato d'emergenza.
In Italia il mostro di Firenze continuava a mietere vittime, la Juve diventava il primo club italiano ad aver vinto tutti i titoli ufficiali internazionali e a Schengen veniva firmato l'omonimo trattato che dava il via alle operazioni preliminari che portarono al successivo trattato di Maastricht.
In Giappone la Nintendo dava alla luce "Mario", l'idraulico italiano più famoso del mondo mentre Bill Gates lanciava in america Windows 1.0, il primo tentativo di diffusione di un sistema operativo multitasking grafico.
Fu l'anno della nascita dei Dream Theatre e degli Afterhours, dei Radiohead e dei Guns n' Roses. L'anno della scoperta del "ozone hole".
Tutto questo, e molto di più, fu il 1985. Anno in cui Mark Knopfer firmò uno dei suoi più grandi lavori il cui singolo rappresenta una delle più forti poesie contro la guerra, arrivando dalla sua voce e dalla sua chitarra direttamente agli animi delle persone attraverso le sonorità tranquille e introspettive di una musica senza tempo.
Buongiorno a tutti coloro che leggeranno questo blog da qui al futuro che verrà e buongiorno soprattutto a coloro che non lo leggeranno (che saran sicuramente di più!).
Questo blog nasce grazie alla passione e all'amore per la musica di un giovane impiegato in prestito alla città di Milano da qualche mese.
Si parlerà di storia e di musica (di buona musica), di pensieri, riflessioni e sguardi dalla finestra. Di menate da panico e sproloqui in stile radiofonico.
Non so ancora come organizzerò il tutto ma in qualche modo si farà. "Bisogna avere il caos dentro di se per generare una stella danzante" e qui di musica ce ne sarà... non ci resta, quindi, che ballare!
Tra poco il primo post di RadioCiccia (eeeee nò, non sono un fan di Ligabue nè ho voluto parafrasarlo anche se così può apparire). Andremo indietro nel tempo, in quegli anni di elettronica, di colori sgargianti, di truzzi e paninari, di ecletticità, di Mario e Luigi e di decadenza e di conformismo lobotomizzante italico....
Ma prima... un piccolo brano giusto per inaugurare lo "sverginamento" del blog di RadioCiccia:
Era il 1995 e, al loro terzo album, il loro successo in Italia partito dalla tranquilla cittadina di Pavia accompagnava una generazione che stava crescendo. Loro erano gli 883 e, alla traccia numero 9, cantavano: