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venerdì 13 settembre 2013

No War

So che gli anni '80 spesso rientrano nell'immaginario collettivo in modo un po' diverso ma, leggendo le ultime notizie sui giornali, ho deciso di fare un leggero cambio di programma. Quest'oggi dunque metterò da parte i truzzi paninari, l'elettronica e i colori... per introdurvi un brano che chiunque dovrebbe avere nella propria playlist.
Fu un inverno particolarmente freddo, quello del 1985.
Napoli e Milano furono imbiancate dalla neve che, in pianura padana, superò i 70 centimetri guadagnandosi il meritato nome di "nevicata del secolo".
In Gran Bretagna venivano dismesse le caratteristiche cabine telefoniche rosse e Michael Jackson incideva "We are the World".
Ma fu anche un anno particolarmente caldo, P.W.Botha (primo ministro sud africano) propose a Mandela la libertà condizionata in cambio della sua ufficiale rinuncia alla lotta armata. Mandela rifiutò e la rivolta contro l'apartheid in Sudafrica raggiunse uno dei suoi più tumultuosi apici costringendo il governo centrale a dichiarare lo stato d'emergenza.
In Italia il mostro di Firenze continuava a mietere vittime, la Juve diventava il primo club italiano ad aver vinto tutti i titoli ufficiali internazionali e a Schengen veniva firmato l'omonimo trattato che dava il via alle operazioni preliminari che portarono al successivo trattato di Maastricht.
In Giappone la Nintendo dava alla luce "Mario", l'idraulico italiano più famoso del mondo mentre Bill Gates lanciava in america Windows 1.0, il primo tentativo di diffusione di un sistema operativo multitasking grafico.
Fu l'anno della nascita dei Dream Theatre e degli Afterhours, dei Radiohead e dei Guns n' Roses. L'anno della scoperta del "ozone hole".
Tutto questo, e molto di più, fu il 1985. Anno in cui Mark Knopfer firmò uno dei suoi più grandi lavori il cui singolo rappresenta una delle più forti poesie contro la guerra, arrivando dalla sua voce e dalla sua chitarra direttamente agli animi delle persone attraverso le sonorità tranquille e introspettive di una musica senza tempo.

Con 35 milioni di copie vendute: Brothers in Arms